Wimbledon: Fognini esce tra i rimpianti, gli ottavi restano un tabù. Bautista passa al quinto

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R. Bautista Agut b. F. Fognini 7-6(6) 3-6 5-7 7-6(1) 6-4

Che peccato. È davvero un gran peccato l’uscita di scena da Wimbledon di Fabio Fognini, che saluta i Championships con grandi rimpianti. Dopo quattro ore e mezza spalmate su due giorni, alla fine è Roberto Bautista Agut a raggiungere la seconda settimana a Londra per la quinta volta in carriera. Ottavi che restano un tabù per Fognini, che a 37 anni ha cullato a lungo il sogno di potercela finalmente fare, ma si è dovuto arrendere ad un Bautista regolarissimo dal rientro in campo.

Dopo che il match era stato speso sul 5-4 per lo spagnolo al quarto – con Fabio avanti due set a uno – si riprende con l’italiano al servizio. Fognini parte subito con un ace (saranno ben 23 a fine partita), salvo poi essere costretto ai vantaggi da 40-15. Il n°94 ATP mantiene comunque la calma, non offre set point e si porta sul 5-5 con vista tie-break. Due game rapidissimi, entrambi tenuti a zero da chi serve, portano il match ad un possibile snodo cruciale, ma al tie-break Fognini scompare. Dall’1-1 Bautista vince sei punti di fila, limitandosi a mettere la palla in campo e ad attendere i regali di Fognini, che purtroppo arrivano copiosi.

Lo spagnolo parte meglio anche nel quinto, strappando il servizio al suo avversario nel terzo gioco e iniziando ad intravedere il traguardo. Il 37enne ligure trova l’immediato contro-break e trasmette la sensazione di avere qualcosina in più, sfruttando il vantaggio di servire per primo e restando avanti nel punteggio. Bautista però non sbaglia niente e, nel nono game, approfitta del passaggio a vuoto del suo avversario: break a zero e vittoria fondamentale pochi minuti più tardi.

Finisce 7-6(6) 3-6 5-7 7-6(1) 6-4 per l’iberico, che conquista un match infinito e sfoga tutta la tensione correndo ad abbracciare il suo angolo. Grazie a questo risultato Bautista sale al n°75 live, lui che ad inizio torneo era n°112. Agli ottavi sfiderà Tommy Paul.