Wimbledon donne, Day 6: la caduta di Iga Swiatek

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Il sesto giorno del torneo di Wimbledon ha visto l’uscita di due delle prime cinque favorite del torneo. Secono i bookmaker queste erano le giocatrici da tenere in maggior conto: Swiatek, Sabalenka, Gauff, Rybakina e Jabeur. Persa Sabalenka per forfait, prima ancora che cominciassero le partite, questa giornata è stata senza dubbio quella che ha maggiormente terremotato i pronostici, con l’uscita di Jabeur e Swiatek. Quindi, se ci fidiamo di queste valutazioni, dopo la giornata di oggi saremmo indirizzati verso una finale Rybakina vs Gauff.

Andiamo con ordine. Sorprende fino a un certo punto l’eliminazione di Ons Jabeur. Ho seguito dal vivo la sua partita contro Svitolina (qui trovate la cronaca) e rispetto alle ultime due edizioni di Wimbledon (2022, 2023) nelle quali Ons aveva raggiunto la finale, si è esibita una versione molto meno brillante e troppo fallosa. È stata brava Svitolina ad approfittarne, grazie a un tennis molto concreto non solo basato sul basso numero di errori ma anche sulla capacità di cogliere le occasioni per ottenere vincenti (6-1, 7-6, il punteggio del match).

Ora per Elina si prospetta un quarto turno sulla carta più semplice del terzo, visto che se la vedrà con Wang Xinyu, che dopo avere eliminato la testa di serie numero 5 Jessica Pegula ha saputo sconfiggere la britannica Harriet Dart in rimonta (2-6, 7-5, 6-3). Wang nel terzo set era sotto 0-3 ma poi ha infilato sei game consecutivi, regalandosi così il secondo ottavo di finale Slam della carriera: le era già riuscito lo scorso anno a Flushing Meadows (dove aveva poi perso contro Muchova). Tra Svitolina e Wang non ci sono precedenti.

Ma naturalmente la notizia del giorno è l’uscita della numero 1 del mondo (oltre che testa di serie numero 1 a Wimbledon) Iga Swiatek. Proprio quando molti appassionati avevano cominciato a farsi la bocca al quarto turno tra Ostapenko e Swiatek, è arrivata Yulia Putintseva a scombussolare tutto. Quando esce sconfitta la numero 1 del mondo, di solito si cercano soprattutto le sue colpe, perché si immagina che altrimenti non possa perdere. Ma cominciare da questo secondo me sarebbe fare torto alla straordinaria prestazione di Yulia.

Non ho potuto seguire il suo match dal vivo (dato che si giocava in contemporanea con quello tra Svitolina e Jabeur), ma l’ho poi rivisto integralmente in sala stampa. Innanzitutto vi rimando all’articolo di cronaca per i dettagli, qui riporto le mie impressioni “a freddo” dato che sapevo già come sarebbe andato a finire.

Beh, la prima impressione è che a partire dall’ultimo game del primo set Yulia abbia alzato il livello sino a diventare quasi intoccabile nei due set finali. Un dato su tutti, che dà la misura della sua prestazione, è quello degli errori non forzati nel secondo set: 1 (uno, non è un errore). Errori non forzati nel terzo set: 3. Significa giocare vicino alla perfezione e in questi casi per venirne a capo occorre una prestazione altrettanto stratosferica, che però Swiatek non ha saputo mettere in campo.

Ricordo che qualcosa di simile Putintseva lo aveva già fatto nel turno precedente, quando aveva vinto il primo set contro Siniakova 6-0, con un parziale di 24 punti a 3 (ne avevo parlato nell’articolo del Day 4). Chi conosce Putintseva sa che è una giocatrice con una sensibilità di mano superiore (capace di dropshot letali) ma che è anche una delle migliori volleatrici del circuito. Certo “dal basso” della sua statura non potrà mai avere gli allunghi di una Rybakina, ma sul piano tecnico è comunque notevolissima.

Fino allo scorso anno dava il suo meglio sulla terra battuta, ma quest’anno ha giocato e vinto il torneo di Birmingham. In pratica sull’erba nel 2024 è imbattuta. A un certo punto è entrata “in the zone”, cioè ha vissuto quello stato di sicurezza e convinzione assoluta che permette al corpo di eseguire senza sbagliare qualsiasi cosa la mente immagini. “Ho giocato senza paura” ha detto in conferenza stampa. E i risultati si sono visti.

Dato a Yulia quello che è di Yulia, bisogna dire che Iga dopo un buon primo set ha faticato a trovare soluzioni contro una giocatrice capace di variare gli scambi in tutti i modi: alternando la potenza alle palle con meno peso, ma anche chiamandola a rete, e mettendo così a nudo i problemi che l’impugnatura (specie dalla parte del dritto) le procura sulle palle basse in avanzamento.

Swiatek in conferenza stampa ha detto che dopo il Roland Garros ha avuto bisogno di recuperare dalla fatica e anche per questo ha deciso di non prendere parte a tornei di preparazione sull’erba. Resta il fatto che oggi sono emersi problemi, in parte legati alla superficie, che già si conoscevano. Naturalmente dopo una sconfitta del genere non aveva molta voglia di approfondire, e a chi le ha chiesto se analizzerà la partita ha risposto: “era l’ultimo impegno della mia stagione su erba, preferisco guardare avanti, ai prossimi tornei”.

Ultima nota legata al match: Putintseva incontrerà Jelena Ostapenko (vincitrice senza particolari problemi su Bernarda Pera per 6-1, 6-3) in un match tra due giocatrici che sono famose per il caratterino. “Monellaccia 1” contro “Monellaccia 2” come le chiamano alcuni lettori. Ci saranno scintille? Potrebbe essere, anche se spesso le polemiche non saltano fuori quando le si aspettano troppo. I precedenti fra loro sono tutti sul cemento e sono in parità: 2 a 2.

Un po’ sottotraccia, anche perché gli organizzatori le hanno sempre relegate su campi secondari, sono approdate al quarto turno Danielle Collins (tds 11) e Barbora Krejcikova (tds 31). Sono i due match che oggi non sono riuscito a seguire. Krejcikova ha vinto per 6-0, 4-3 e ritiro contro Bouzas Maniro (le spagnola che aveva eliminato Vondrousova), mentre Collins ha sconfitto Beatriz Haddad Maya con un doppio 6-4. Una partita andata avanti a singhiozzo per via della pioggia. Il match era iniziato con un vantaggio di 4-0 per Haddad, poi è arrivato il primo stop per pioggia e al rientro Collins ha infilato nove game consecutivi, che hanno fatto la differenza. Un solo precedente fra Krejcikova e Collins disputato sul cemento di San Diego e vinto da Barbora in tre set.

Per chiudere l’ultimo quarto turno è quello tra Rybakina e Kalinskaya. Kalinskaya ha sconfitto Samsonova nel derby russo per 7-6, 6-2, in un match che ho seguito parzialmente e dalla qualità non proprio entusiasmante. Entrambe hanno concluso con saldo negativo: Anna -4 (10/14) Ludmila -9 (20/29).

Rybakina ha invece concesso un solo game alla wild card Caroline Wozniacki: 6-0, 6-1. il punteggio parla da solo, in un match che ha lasciato di Elena impressioni più positive dopo i primi due turni non troppo convincenti. Dalle domande che le hanno rivolto i giornalisti in conferenza stampa, si capisce che per molti è diventata lei la favorita per la vittoria finale. Elena ha detto che oggi si è trovata molto meglio perché si è giocato al chiuso e l’erba indoor valorizza particolarmente il suo servizio. I precedenti tra Rybakina e Kalinskaya sono tre, tutti del 2023, di cui due sulla terra. Anna ha vinto la partita di Madrid, Elena quelle di Roma e Miami.

Per chiudere ricordo che nella giornata di domenica andrà in scena il quarto turno della parte bassa di tabellone, con il match fra Paolini e Keys programmato come primo sul Court 1 (quindi alle ore 13.00 locali, le 14.00 italiane).