Wimbledon, Sinner soddisfatto: “Finora ho gestito bene le diverse situazioni. Onorato di giocare qui”

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Il video-commento del direttore Scanagatta ⤵

Convinto dei suoi mezzi, soddisfatto della qualità del tennis espresso finora. Jannik Sinner per la prima volta gioca Wimbledon da n. 1. Ha passato il pomeriggio a guardare tennis e calcio e chissà cosa avrà pensato quando il suo amico Carlitos era a un passo dall’eliminazione. Ma è stato un pomeriggio che ha sorriso ai colori spagnoli. Entrato in campo sul finire di serata, Jannik non ha lasciato scampo al suo avversario, Miomir Kecmanovic, battuto con un perentorio 6-1 6-4 6-2.

Con la solita disponibilità ha risposto alle curiosità dei giornalisti. Ad aprire le danze per lo spazio interviste riservato ai giornalisti italiani è stato il nostro Vanni Gibertini: “Jannik siamo ormai alla fine della prima settimana, c’è un quarto turno che ti aspetta. Ci puoi fare una valutazione sul tuo livello di gioco. Come pensi di aver giocato in queste tre gare rispetto a come immaginavi di poterle giocare”.

“”Abbastanza bene. Ogni partita è stata un pò diversa l’una dall’altra anche perchè ho giocato con tre giocatori con caratteristiche differenti tra loro. Stasera è stata una partita con molto ritmo anche grazie all’avversario, mentre con Berrettini c’era meno ritmo perchè Matteo è uno che ha servito molto bene e variava molto il gioco. Con Hanfmann altra storia, ma ho gestito bene finora ogni situazione. Adesso mi aspetta una gara tosta, contro un mancino.”

D. Ritieni che sia più insidioso affrontare Shapovalov che qui ha fatto sempre bene o uno come Shelton che ha fatto semifinale all’US Open, quarti all’Australian Open. Quali sono le caratteristiche di entrambi?

“Sono due giocatori totalmente diversi tra loro, anche se entrambi mancini. Hanno tanto talento e servono bene, specie su erba. Sarà molto difficile a prescindere, poi da fondo sono due giocatori diversi. Vediamo prima chi vincerà, poi mi preparerò al meglio.”

D. Le giornate sono così lunghe quando entri in campo a tarda sera. Cosa fai durante tutto quel periodo per mantenere la concentrazione.

“Ho dormito un po’, ho guardato un pò di tennis e calcio, alle 17.00 (18.00 italiane) c’era la partita e ho cercato di rilassarmi. Poi quando arriva la gara è tutto automatico perchè è un onore per me giocare su questi campi, per cui nessun problema ad aspettare.”

D. A proposito del campo speciale, come ti sta accogliendo la gente qui, noti delle differenze rispetto al passato?

“Sta crescendo l’attenzione nei miei confronti e questo mi fa solo piacere perchè è la cosa più bella del nostro lavoro, visto quanto ci alleniamo per momenti come questi. La partita in sè è la cosa più importante per noi. In campo cerco di risolvere i problemi che potrebbero emergere. Ci sono delle giornate dove funziona tutto al meglio e altre un pò meno. Ma il pubblico rimane la cosa più bella.”