Wimbledon: Dimitrov rimonta due set, Shelton vince al super-tiebreak. Anche Shapovalov al quinto

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[10] G. Dimitrov b. J. Shang 5-7 6-7(4) 6-4 6-2 6-4

Grigor Dimitrov recupera due set di svantaggio e batte il n. 91 del ranking Juncheng Shang 5-7 6-7(4) 6-4 6-2 6-4 in poco meno di tre ore e mezzo. Più solido il mancino cinese classe 2005 nella prima parte della gara in cui si è anche visto un Dimitrov a tratti insicuro, prima di trovare la concretezza e la fiducia necessarie per una rimonta senza rischi.

Primo set – Shang intrattabile sulla prima di servizio, un break e via

Grigor cerca subito di inguaiarsi con un doppio fallo sul 30 pari, ma una buona seconda gli dà la possibilità di prendersi campo e punto. Tutto liscio fino all’ottavo gioco, quando è Dimitrov a farsi finalmente pericoloso: approfittando della temporanea assenza della prima di battuta cinese, non si accontenta di vincere il primo punto in risposta del set e si porta sul 15-40, niente però che la ritrovata prima non possa rimediare. Juncheng fa i buchi con il dritto mancino, è più solido nello scambio e sorpassa all’undicesimo gioco; tenta poi di autobrekkarsi, ma Dimitrov regala l’impensabile sulle due opportunità da sinistra di rientrare e Shang si assicura il parziale, 7-5.

Secondo set – Dimitrov cerca di essere più propositivo

Grisha non ottiene nulla battuta (tranne un doppio fallo) e due volte non trova bene il dritto, così al n. 91 ATP basta prendere un vago rischio con il rovescio lungolinea per sorpassare al terzo gioco. Rovescio che tuttavia traballa ripetutamente alcuni minuti dopo e Dimitrov raggiunge l’avversario sul 3 pari, convertendo la prima delle tre chance con l’impeccabile combo approccio&volée. La conclusione al tie-break premia Shang, meno falloso, con il doppio fallo bulgaro che gli dà il vantaggio decisivo.

Terzo set – Grigor trova concretezza

lavora bene con il rovescio sia in slice sia in spinta e sorpassa al quinto game. C’è un MTO per Shang, trattato alla coscia sinistra dopo altri due giochi, poi Dimitrov tiene quanto basta per dimezzare lo svantaggio con il 6-4.

Quarto set – Dimitrov c’è

Shang ora concede qualcosa, la prima in calo già nel parziale precedente latita, il dritto va fuori giri e il numero 10 del mondo è pronto a cogliere l’opportunità sull1-1, confermando a zero. Prese le misure al giovane avversario, pareggia il conto dei set volando fino al 6-2.

Quinto set – Partita segnata

Dimitrov non si lascia scappare l’inerzia favorevole e parte subito in vantaggio, anche se Shang ha abbastanza energie da tenere abbastanza il palleggio per evitare lo 0-3 pesante. Grigor procede sicuro concedendo un “15” a turno di battuta. Manca un match point risposta all’ottavo gioco, ma chiude a zero nel gane successivo. Al terzo turno troverà Gael Monfils, contro il qualeha perso 4 volte su 5, l’ultima otto anni fa…

[14] B. Shelton [Q] L. Harris 4-6 7-6(5) 6-7(5) 6-3 7-6(7)

Dopo Mattia Bellucci, ancora un qualificato per Ben Shelton e ancora una vittoria al quinto dopo essere stato sotto due set a uno. Questa volta è stato il turno di Lloyd Harris, sudafricano classe 1997 che era stato a un passo dalla top 30 nel 2021, prima il problema al polso e la conseguente chirurgia che lo ha tenuto fermo oltre un anno. 4-6 7-6(5) 6-7(5) 6-3 7-6(7) in tre ore e 49 minuti in favore di Shelton che in ogni caso ha dato l’impressione di averne di più dell’avversario nella frazione decisiva. Vinto quello del primo round, Harris non ha dunque superato la prova del secondo super-tie-break, accontentandosi di aver stravinto la gara degli ace (31-14) e di essere sulla strada giusta per tornare ai livelli di tre anni fa.

Lloyd gioca in modo intelligente, non si prende rischi inutili su palle che non possono dargli un vantaggio nello scambio, non si fa sfuggire l’occasione di attaccare quando gli si presenta e il servizio è parecchio efficace (lo stesso vale per Shelton, ma va detto che nessuno dei due ha nella risposta uno strumento sufficiente). In più, ogni tanto si inventa dei numeri in recupero, come sul match point contro Michelsen (allo statunitense però non affideremo il compito di chiudere neanche una finestra) o come il passante stretto staccando la mano dal rovescio in occasione del break del al terzo gioco, vantaggio che si fa bastare per mettere il primo set in cascina.

Shelton si prende il secondo set tie-break in virtù della risposta vincente che gli permette di cambiare campo sul 4-2, colpo sottolineato da un urlo che inizia al momento dell’impatto con la palla e termina quando si ferma a dissetarsi.
Il tie-break del terzo va invece ad Harris, che piazza un’ottima risposta a punire il serve&volley statunitense e poi approfitta di un paio di altrui disastri a rete.

Ben trova adeguata continuità nel quarto parziale e riesce per la prima volta a strappare la battuta sudafricana, in calo di rendimento. Shelton manca un set point in risposta e si fa recuperare da 40-0 quando serve per andare al quinto, ma chiude meritatamente la frazione senza rischiare davvero.

A rischiare – un paio di volte – è Lloyd in battuta nella partita finale, mentre Ben concede le briciole. A ogni modo, sarà il super-tiebreak a dirimere òa contesa. Si va avanti seguendo l’ordine di battuta per undici punti, quando lo statunitense sale 7-5 costringendo l’altro a un difficile passante, con il coro iuesséi iuesséi che dagli spalti lo accompagna al cambio campo. Vantaggio dilapidato con l’errore di dritto, ma poi Harris sbaglia il colpo d’approccio dopo aver girato uno scambio complicato e concede il doppio match point con una brutta volée. Shelton si fa bastare il primo e, dopo la stretta di mano, libera le urla a un nuovo livello. Ora la sfida inedita con Shapovalov.

D. Shapovalov b. D. Altmaier 7-6(3) 6-3 1-6 6-7(3) 6-4

Cinque set anche per Denis Shapovalov che, vinto il primo al tie-break e il secondo facendosi bastare il break in un secondo game aperto da due ottimi rovesci, ha subito la rimonta dell’altrettanto monomane Daniel Altmaier. Dopo il blackout del terzo set (MTO per Daniel nella pausa, trattato alla coscia), problema, Denis è andato subito sotto nel quarto (due doppi falli) e, se è riuscito a rientrare sul 4 pari, ha ceduto il tie-break. Per sua fortuna, Altmaier ha buttato il game di apertura del quinto e Shapovalov ha potuto affidarsi alla battuta (tre punti persi nel parziale) per tirare dritto fino alla vittoria, 7-6(3) 6-3 1-6 6-7(3) 6-4 in tre ore e mezzo.