Wimbledon, l’analisi (amara) di Rublev: “Vincere le gare è l’unica medicina per tornare quello di un tempo”

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Un risultato che ha del clamoroso e due umori completamente agli antipodi. È un po’ questo, in sintesi, il mood che si respira al termine del match vintoin maniera indubitabilmente meritevole, 7-6 al quarto set – dal ventiquattrenne argentino, Francisco Comesana, contro il numero sei del mondo, Andrey Rublev.

Per Comesana, tra l’altro, oltre che di un traguardo storico, si tratta pure di un record: l’atleta sudamericano, infatti, è diventato il primo tennista di tutti i tempi a vincere la prima partita giocata sull’erba, nel tabellone principale di Wimbledon e contro un avversario top6. Nient affatto male. Crisi nera, invece, per il caro vecchio Andrey. Così come si evince, del resto, dalle dichiarazioni rilasciate durante la conferenza post-gara.

Ciao Andrey, dura sconfitta, oggi. Quali sono i tuoi pensieri in questo momento?
Non lo so, a dire il vero. Non c’è molto da dire. Questo ragazzo stava giocando davvero bene, con una grande mentalità, e ha meritato di vincere. Questo è tutto.

Al Roland Garros hai detto che non ti piaceva il tuo comportamento lì (dopo la sconfitta in tre set con Arnaldi) e hai parlato di essere potenzialmente più gentile con te stesso. È qualcosa che vuoi ancora provare a fare?
Certamente. È il problema principale su cui mi devo focalizzare per migliorare. Certo, oggi non mi sono comportato come a Parigi, ma potevo comunque fare molto meglio. Non è questa la strada. Naturalmente la priorità principale è riuscire a durare per tutto il match con un approccio positivo.”

Cosa pensi di dover fare per tornare ai tuoi massimi livelli?
Alcune partite. Vincere alcune partite per ritrovare questo tipo di ritmo. Non è facile. Da quando ho perso a Parigi, penso di non aver giocato partite per quasi due settimane. Poi ho giocato solo una partita ad Halle. Poi ancora quasi due settimane. Quando il ritmo è un po’ spezzato, non è facile. Hai bisogno di una, due partite, per ritrovare questa fiducia. Immagino sia quello di cui ho bisogno adesso.”

Gli appassionati di tennis, anche online, hanno detto che ti sei colpito con la racchetta sette volte. I tifosi sono preoccupati. Ci pensi mai al fatto che vedano e si preoccupino di quel che vedono?
Non lo farei se potessi colpire la racchetta sull’erba. Perché non ci è permesso colpire. Non so perché in quel momento non ne potevo più. Avevo bisogno di far uscire le emozioni. Ma grazie, va tutto bene. Ancora una volta, sono stato un po’ fortunato.

Tornerai indietro e guarderai il video di cose del genere? Hai menzionato l’idea di avere un atteggiamento più positivo...
“Cosa intendi con ‘tornare indietro’?”

Beh, guardare il video di come si rompe la racchetta e altre cose…
“Non guardo mai questo tipo di video. No, non si tratta solo di guardare i video. Penso che il dettaglio principale sia cercare di migliorarsi. Ci vuole un percorso e del tempo.”