Wimbledon: Fognini a tratti splendido, battuto Ruud

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F.Fognini b [8] C.Ruud 6-4 7-5 6-7(1) 6-3

LONDRA – Il campo 2 di Wimbledon è uno dei più belli dell’impianto, raccolto, pubblico molto vicino, probabilmente solo il mitico 18 rivaleggia in fascino e piacere di seguire il tennis.

Fabio Fognini, con l’improbabile ma simpaticissima capigliatura ossigenata bionda che sfoggia da qualche tempo, è uno che l’atmosfera di ambienti simili se la gode alla grande, ed è in grado di esaltarsi in particolare contro avversari di livello. Opposto a Casper Ruud, numero 8 ATP, certamente più adatto alla terra battuta ma capacissimo di adattarsi al medio-rapido (fu finalista allo US Open 2022), l’azzurro ha iniziato molto bene, deliziando gli spettatori con i suoi tocchi di mano alternati ad accelerazioni fulminanti, spesso in controtempo, contro cui c’è poco da fare per qualsiasi avversario.

Il primo set, superati un paio di momenti di difficoltà (due palle break annullate nel sesto game, alte due nel decimo), viene conquistato da Fabio per 6-4, grazie alla battuta strappata a Casper sull’1-1. Il norvegese gioca bene, ma sull’erba i suoi drittoni in top non sono sempre incisivi, e di rovescio commette alcuni errori.

Nel secondo set la partita continua a essere equilibrata e piacevole, con Fognini che non concretizza due occasioni di break nel terzo game, e Ruud che ne fallisce due nel sesto e due nell’ottavo. Uno scivolone sottorete dell’italiano spaventa il pubblico e pure Ruud, che sportivamente salta la rete per accertarsi che il ginocchio sinistro di Fabio sia a posto, per fortuna nulla di grave.

Arrivati al 5-5, un paio di deliziose smorzate di Fognini gli procurano tre palle break consecutive, e un drittaccio lungo di Casper lo manda a servire per il set. Fabio spinge da par suo col rovescio lungolinea, ed è 7-5 e due set a zero per lui. Che bravo, dal vivo e da vicino il suono dei suoi schiaffi anticipati di dritto è un piacere da ascoltare, la palla viaggia che è un piacere.

Piacere che prosegue nel terzo parziale, onestamente era un pezzo che non si vedeva un Fognini così centrato, tranquillo, e positivo. Quando un atteggiamento agonistico tanto positivo si applica a un talento manuale clamoroso come quello di Fabio, il risultato è esaltante. Il buon Casper non ci capisce semplicemente più nulla, incappa comprensibilmente in tanti errori di ansia e affanno, mentre dall’altra parte gli piovono addosso vincenti da ogni parte del campo. Due break per l’azzurro lo portano a servire in vantaggio 5-2, quando arriva un momento di tensione, che gli costa il primo break subìto, con un match point fallito (errore di rovescio).

Purtroppo, Fognini sembra sempre più contratto, forse per l’importanza del traguardo a portata di mano, e due game dopo cede ancora la battuta, sbagliando molto e chiamando a torto un “challenge” su un dritto di Ruud che pizzica la riga. L’occasione mancata è grave, Casper giustamente ne approfitta e sale 6-5, dal suo punto di vista è davvero un miracolato. Si arriva al tie-break, ma le difficoltà dell’italiano continuano, c’è anche un calo di lucidità, lo si sente chiedere conferma al suo angolo su palle fuori due spanne. Ruud ringrazia e chiude 7-1, si va al quarto set, che gran peccato.

La partita ritorna equilibrata, Fabio serve per primo e riprende a giocare bene. Casper deve annullare una palla break (buona volée di dritto) nel quarto game, Fognini lascia poco e nulla alla battuta. Arriva un’altra occasione per l’italiano poco dopo, e il gratuito di rovescio di Ruud gli dà il break del 5-3. Finalmente è la volta buona: non senza ulteriore sofferenza (altri tre match point falliti, una palla break annullata), Fabio chiude 6-3, e approda al terzo turno, dove attende il vincitore tra Sonego e Bautista.

Simpatico e contento Fognini a fine match:Grazie ragazzi, cosa mi passava per la testa? Beh, è il perchè amo e odio questo sport, mi sembrava di essere in controllo, ho tirato qualche palla sparando che entrasse, e poi mi sono ritrovato al quarto set. Ma alla fine credo di aver fatto un buon lavoro oggi. Ricordo in Australia con lui, e sulla terra, avevo sempre perso, penso che questa superficie non sia la migliore per lui, mi ci trovo meglio io. Tre domande eh, che ho 37 anni sono stanco! Chissà, magari ce la farò finalmente ad arrivare più avanti in questo torneo. La classifica scende, l’età sale, ma mi diverto sempre, magari la 14esima volta che gioco qui sarà quella buona per andare oltre il terzo turno!