Wimbledon, Djokovic: “Non potevo chiedere partenza migliore. Murray leggenda del tennis”

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Dopo il ritiro al Roland Garros 2024 prima di scendere in campo per il quarto di finale contro Casper Ruud, e in seguito all’operazione, Novak Djokovic è rientrato a Wimbledon 2024, con il successo all’esordio contro il ceco Vit Kopriva, avversario forse ideale per lui in questo momento. Il serbo, al termine della sfida, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni più interessanti.

D: Novak, ti dovresti sentire bene per aver conquistato questo successo

Novak Djokovic: “È così. La settimana di allenamento, come ho già detto prima, è andata bene. Ovviamente giocare un match ufficiale sul Centre Court è qualcosa di completamente diverso. Non sapevo come mi sarei sentito in campo e come il ginocchio avrebbe retto. Ma sono molto contento del modo in cui mi sono sentito, di come ho giocato e di come mi sono mosso. Per un esordio non potevo chiedere una partenza migliore“.

D: Puoi paragonare quello che stai affrontando oggi a livello di limitazioni con quello che hai affrontato nell’ultimo match a Parigi? So che hai avuto dolore lì e che è stato qualcosa di completamente diverso. Ma puoi paragonare queste due esperienze?

Novak Djokovic: Non sono davvero paragonabili perché sono due superfici diverse, ovviamente la sensazione in campo era diversa, così come l’avversario, ovviamente. Cerundolo sulla terra è una sfida difficile, anche se stai bene. Sono davvero circostanze diverse. Oggi non ho avuto nessun tipo di dolore che avevo avvertito in quel match, quindi questo è positivo. Ovviamente sono partito molto più cauto. Ho giocato quanto è bastato per vincere in pochi set. Mi sono sentito meglio con l’avanzare del match, mi muovevo sempre meglio. Ci sono stati un paio di punti nel secondo set quando l’ho breakkato, in cui ho fatto una scivolata. È stata la prima della stagione sull’erba per me, non ne ho fatta una nemmeno in allenamento. Dopodiché sono stato felice di averla fatta perché in un certo senso prima esitavo nel fare quei tipi di movimento“.

D: Per quanto riguarda Andy Murray, puoi descriverci il tuo rapporto con lui negli ultimi due decenni?

Novak Djokovic:È stata una notizia molto triste per il torneo e per il mondo del tennis sentire che si è ritirato dal torneo di singolare qui a Wimbledon. So che vorrebbe provare a giocare il doppio. Speriamo che possa avere un’altra opportunità l’anno prossimo a Wimbledon in singolare. Conoscendolo, ci proverà. Ha avuto un’incredibile resilienza durante tutta la sua carriera, è un plurivincitore Slam, una leggenda di questo sport, è stato n. 1 del mondo. Il fatto che abbia giocato nel circuito challenger per ricostruirsi un ranking sulla terra, che è la sua superficie meno preferita, dice molto del suo carattere. Lui è solo una grande ispirazione per tutti i giocatori, il suo approccio è qualcosa da studiare senza dubbio. La sua voglia si spingere e vedere fin dove può arrivare, nonostante un’anca artificiale è fonte di ispirazione, ma che è anche di grande esempio per molti atleti”.

D: Con la regola di Wimbledon del total white, eri nervoso per il colore della tua ginocchiera?

Novak Djokovic: L’ho controllata. Ho incontrato la giudice di sedia poco prima di entrare in campo. Mi ha dato il via libera, quindi andava bene. Sicuramente controlliamo i giorni prima se abbiamo il permesso e nel caso cerchiamo qualcosa di bianco, credimi. Ho visto giocare Frances Tiafoe, aveva effettivamente una fascia nera. Il grigio penso sia un colore più verso il bianco. Sì, lo so che non è l’ideale. Mi piace giocare vestito di bianco e rispettare le regole, ma ho ricevuto il permesso. Ho detto loro che avrei fatto del mio meglio per giocare total white nel prossimo match”.